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Il debutto dei Baby Pit Stop di ASL Milano e UNICEF

L’attrice Amanda Sandrelli ha inaugurato questo pomeriggio il primo dei cinquanta “baby pit stop” cittadini dell’ASL di Milano e UNICEF Italia. Teatro dell’iniziativa la Clinica Mangiagalli, dove si è tenuta l’affollata conferenza stampa cui hanno preso parte – fra gli altri – il Direttore Generale dell’ASL di Milano G.Walter Locatelli, quello di UNICEF Roberto Salvan (accompagnato da Leonardo Speri, task force UNICEF Italia), l’assessore regionale alla Sanità Luciano Bresciani, quello alle Politiche Sociali del Comune di Milano Mariolina Moioli. La conferenza stampa è stata moderata dalla Responsabile del Progetto Allattamento di ASL di Milano, la Dr.ssa Maria Enrica Bettinelli.

Una cinquantina i baby pit stop previsti a Milano: presso le sedi ASL e quelle comunali, negli ospedali e nelle farmacie, ma anche all’interno di librerie, biblioteche, teatri e musei.


Sei i baby pit stop che nasceranno anche negli aeroporti di Linate e Malpensa.

 

 

PERCHÈ PROMUOVERE L’ALLATTAMENTO AL SENO IN PUBBLICO
Di allattamento al seno in pubblico si parla soprattutto in occasione di episodi presentati dai media come clamorosi, in cui le madri vengono allontanate dai luoghi in cui stanno allattando. Per la maggior parte l’allattamento in pubblico non desta stupore né scalpore, al massimo un curioso interesse per un gesto divenuto raro nel nostro Paese. Qualcuno invece si scandalizza.

Ma allattare in pubblico è proprio necessario? Sì, perché

  • L’allattamento al seno non ha orari fissi, né un numero definito di poppate nell’arco della giornata: ogni bimbo ha un suo stile alimentare e diversi tempi di poppata. E’ difficile sapere quanto dureranno le poppate e le pause fra una poppata e l’altra.
  • Esistono diversi modi di allattare delle mamme in armonia con le richieste del proprio bambino. Diventa quindi difficile prevedere quando e dove il bambino chiederà di poppare.
  • I bambini hanno diritto a stare con le loro mamme per poppare quando necessario, anche se non sono più neonati.
  • Le madri hanno diritto di muoversi senza restrizioni e di portare i loro bambini con loro.
  • Non c’è ragione di limitare la libertà di movimento delle madri durante l’allattamento per presunte ragioni di convenienza sociale o di suscettibilità morale.
  • E la società dovrebbe adeguarsi e creare le condizioni perché questo possa avvenire.

COSA FARE: CREARE UN BABY PIT STOP!
Le madri che allattano dovrebbero essere messe in condizione di andare ovunque e di allattare i propri bambini quando lo richiedono. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’UNICEF raccomandano di creare ambienti accoglienti per favorire l’allattamento materno (Passo 6 dell' Iniziativa Comunità Amica dei Bambini per l’allattamento materno di UNICEF Italia). Questi ambienti possono essere creati all’interno di strutture materno infantili (ospedali, consultori, nidi) e anche in spazi pubblici commerciali e non, che per la loro distribuzione territoriale, possono costituire una importante rete di sostegno alla donna che allatta e che si trova fuori casa col proprio figlio.

COS’È IL BABY PIT STOP
Il termine pit stop è in uso nel mondo della Formula 1 e indica un’area di sosta per il rifornimento veloce di carburante, cambio di ruota, ecc. Il baby pit stop per le mamme e i bambini è invece un’area allestita all’interno di un esercizio o spazio pubblico (bar, farmacia, ristorante, supermercato, biblioteca, università, stazione, ecc), dove sarà possibile fare il pieno di latte e il cambio di pannolino. Una mini area ristoro dove la mamma che allatta sarà la benvenuta e dove saranno garantiti accoglienza, riserbo e discrezione. Il baby pit stop sarà identificabile e inserito nello spazio che lo ospita, perché allattare al seno è un diritto di madri e bambini e deve tornare ad essere una pratica naturale e pubblica.
È un servizio gratuito, non obbliga all’utilizzo commerciale della struttura e la sua organizzazione e idoneità sono garantite da ASL e UNICEF con una verifica periodica.

COSA DEVE PREVEDERE
Di fatto serve ben poco: una comoda sedia su cui potersi sedere; un eventuale fasciatoio per il cambio del bebè (che può essere allestito in bagno se c’è lo spazio); un espositore di opuscoli informativi dell’ASL di Milano e dell’UNICEF, notizie, servizi, iniziative, libri e se si può, uno spazio gioco per bambini.

COSA NON DEVE PREVEDERE
Nel baby pit stop possono fermarsi tutte le mamme, sia che allattino o che usino il biberon, ma il baby pit stop non deve essere usato per pubblicizzare o promuovere latte artificiale, pappe, biberon e tettarelle! Quindi nel baby pit stop non devono essere lasciati a disposizione delle madri volantini, opuscoli, omaggi, riviste o cartoline per ricevere omaggi che abbiano a che fare con i prodotti sopra indicati. Allo stesso modo, non ci devono essere poster o altri oggetti di arredamento con loghi e marchi di ditte che producono sostituti del latte materno, biberon e tettarelle, né tali prodotti devono essere esposti o donati alle mamme che si fermano al baby pit stop.

logo pit stop milano

PERCHE’ IL BABY PIT STOP MILANO
Fa parte delle numerose iniziative a favore dell’allattamento materno sviluppate nel corso di un decennio da ASL Milano, in collaborazione con UNICEF Italia, i punti nascita cittadini, i medici e i pediatri di famiglia, il volontariato locale, e altri servizi per l’infanzia. ASL di Milano è riconosciuta da UNICEF Italia come capofila nazionale dei progetti a sostegno dell’allattamento materno nei servizi territoriali e per questo ha ricevuto da UNICEF nel 2007 il Certificato di impegno di Comunità Amica dei Bambini per l’allattamento materno. La stretta collaborazione di ASL Milano con UNICEF Italia è stata recentemente sancita da un protocollo d’intesa, che prevede iniziative inerenti il sostegno dell’allattamento e della genitorialità (come i baby pit stop), la promozione e la tutela dei diritti e della salute di madri e bambini.

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ultima modifica 06 ottobre 2010
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