Seguendo il Piano degli accertamenti, predisposto da un gruppo di esperti insediato ad hoc, sono stati condotti numerosi esami (chimici, fisici e biologici) nei locali della scuola Cuoco Sassi di via Corridoni e della scuola Morosini Bezzecca di Via Morosini oltre che nelle attuali abitazioni dei bambini che hanno contratto la malattia. È stata cercata la presenza e la quantità di tutti i fattori di rischio che la letteratura scientifica indica come associati, anche se debolmente, alle leucemie infantili. L’esposizione a questi agenti nel passato è stata rilevata con un questionario strutturato somministrato ai genitori dei casi.
I risultati delle indagini portano ad escludere un ruolo eziologico (causale) o favorente svolto dalle condizioni strutturali o ambientali delle scuole e delle abitazioni esaminate. Pertanto, non si ritiene che la permanenza degli alunni nei suddetti plessi o dei familiari dei casi nelle abitazioni attualmente occupate possa costituire un elemento di rischio per le leucemie infantili.
Quindi anche a Milano, come nelle altre occasioni nel mondo, quando si sono manifestati cluster di leucemia infantile non si sono potute individuare le cause che hanno prodotto l'eccesso di casi osservato.