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Posti letto negli ospedali durante l’estate: la situazione a Milano

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Nel mese di giugno non vi è stata alcuna significativa variazione rispetto ai posti letto attivi nei restanti periodi dell’anno.
La disponibilità invece di posti letto per il mese di luglio è all’incirca pari all’80% della disponibilità complessiva: poiché il numero totale dei posti letto per acuti utilizzati mediamente nel corso dell’anno è pari a circa 7.100, in termini numerici la minor disponibilità complessiva si traduce in circa 1200.
Nel mese di agosto sarà intorno al 60% (2.800 posti letto in meno): va precisato che il decremento è peraltro correlato alla significativa diminuzione degli ipotetici e possibili utenti presenti in quel mese nell’area metropolitana, fatto questo che si correla alle vacanze estive e al minor afflusso di lavoratori impiegati nelle attività produttivo-commerciali. La diminuzione riguarda principalmente i reparti chirurgici (dove i ricoveri programmati possono essere rimandati senza alcuna compromissione per il paziente), mentre risulta inferiore nei reparti di ambito medico-internistico: al riguardo si può citare l’esempio dell’Istituto G. Pini che, sospendendo nei mesi estivi buona parte dell’attività programmabile, mette a disposizione un numero di posti letto per le urgenze maggiore che nella restante parte dell’anno.
La programmazione qui descritta è peraltro ricavata dall’esperienza degli anni precedenti, dove non sono mai stati registrati episodi di criticità legati all’ambito in trattazione.
Nel mese di settembre la disponibilità di posti letto supererà l’85% (900 posti letto in meno). Le chiusure non riguarderanno reparti che si occupano di particolari criticità, quali ad esempio le terapie intensive, le stroke unit, le unità di cura coronarica; lo stesso dicasi generalmente per i reparti di ostetricia e neonatologia.
I reparti di tipo medico/internistico saranno generalmente oggetto di minore riduzione anche nel mese di agosto rispetto ai reparti chirurgici. Negli stessi reparti medici, peraltro, sulla base delle disposizioni emanate per la gestione di possibili ondate di calore (che possono creare situazioni di emergenza soprattutto nella popolazione anziana e negli affetti da patologie croniche), il 10% dei ricoveri disposti in Pronto Soccorso è destinato all’accoglienza prioritaria dei soggetti fragili.

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