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Alcol e Salute

Bisogna distinguere tra bevitore sociale, bevitore problematico, bevitore eccessivo e alcolista; nella trattazione di queste "classificazioni" bisogna tenere ben presente che:

Le dosi massime per i due sessi sono notevolmente differenti:

Uomo  25g/die    che equivalgono a:

  •  2,5 calici di vino a 12°
  • oppure 2 lattine di birra a 5°
  • oppure 2 bicchierini di superalcolici a 40°

 
Donna 15g/die    che equivalgono a:

  • 1,5 calici di vino a 12°
  • oppure 1 lattine di birra a 5°
  • oppure 1 bicchierini di superalcolici a 40°

Inoltre nessuna dose di alcol può ritenersi sicura per tutti gli individui e in tutte le circostanze (alcol e guida, alcol e lavoro)Dosi di alcol non dannose per una persona possono esserlo per un'altra. Inoltre nessun organo è risparmiato dall'azione tossica di quantità eccessive di bevande alcoliche.

Patologie Alcol-correlate

  • Apparato digerente: esofagite, gastrite, ulcere, steatosi epatica, epatite alcolica, cirrosi, pancreatite, colite, tumori del tubo digerente, epatocarcinoma
  • Sistema nervoso: polineuropatie, disturbi della memoria, demenza alcolica, ansia, depressione, psicosi
  • Apparato cardiovascolare: aritmie, scompenso
  • Sangue: anemia, piastrinopenia
  • Apparato riproduttivo: impotenza, sterilità, amenorrea, fetopatia alcolica
  • : maggior incidenza di infezioni (polmoniti, tubercolosi polmonare, epatiti da virus B e C, infezione da HIV) e di tumori (apparato digerente, mammella)

 



Quando si deve smettere di bere:

 

  • se si hanno vuoti di memoria o frequenti dimenticanze
  • se ci si sente soli o depressi
  • se si bevono alcolici appena svegli
  • se la mattina si hanno tremori dopo aver bevuto la sera
  • se si è provato disagio o senso di colpa a causa del bere
  • se si è stati oggetti di critiche per il proprio bere
  • se qualcuno ci ha fatto rilevare la necessità di smettere o ridurre di bere

(SIA Alcol:sai cosa bevi anno 2004)



Il rischio esiste a qualunque livello di consumo e ai fini della tutela della salute e necessario parlare di quantità "a basso rischio" per chi assume dosi controllate di alcolici.

 

Esistono però controindicazioni assolute quali:

  • infanzia e adolescenza;
  • epatopatie
  • gravidanza e allattamento;
  • guida di veicoli
  • attività lavorativa, soprattutto se pericolosa o di precisione
  • assunzione di farmaci con effetti sedativi (ansiolitici, ipnoinducenti, antiistaminici)

E' necessario evitare  di bere alcolici sotto i 16 anni perchè l'organismo non è in grado di "digerire" l'alcol in maniera efficace e si producono più rapidamente fenomeni di intossicazione alcolica.


punto interrogativoFAQ - Frequently Asked Questions

Domande dei pazienti che ricorrono più frequentemente durante i gruppi o i colloqui individuali

Perché un’alcolista deve fare l’astinenza per tutta la vita? Perché non può diventare un bevitore adeguato?
Perché nell’alcolista manca o è carente il controllo della quantità di alcol ingerita, per cui,se riprende a bere, in tempi più o meno brevi, torna alle quantità iniziali (tolleranza).

Quando smetto di bere, mi deprimo… per questo poi ricomincio. Vorrei sapere se è la sospensione dell’alcol che provoca la depressione.
La sospensione dell’alcol non provoca depressione, se mai è il contrario. è vero invece che l’alcol può provocare, inizialmente, una disinibizione che viene spesso scambiata per euforia. L’alcol infatti è un potente inibitore del Sistema Nervoso e i primi centri che inibisce sono proprio i centri che controllano il comportamento. Inizialmente si ha quindi un effetto di tipo eccitatorio. Successivamente si evidenzia il reale effetto dell’alcol che è depressivo.

Cos’è la tolleranza?
è il bisogno di aumentare la dose di una sostanza per ottenere l’effetto desiderato. è un fenomeno che avviene con l’alcol, con le droghe pesanti ed alcuni farmaci.

Esiste un farmaco che toglie il desiderio di bere?
No. Esistono farmaci che possono aiutare nel raggiungimento e nel mantenimento dell’astinenza. Tuttavia la sola terapia farmacologica non risolve il problema dell’alcoldipendenza, ma dev’essere integrata con altri interventi (psicologico, sociale, educativo).

Il mio fegato è a posto. Perché dovrei considerarmi un’alcolista?
Alcolismo non è sinonimo di malattia del fegato; la malattia epatica è una delle patologie che possono essere causate dall’alcol, ma non necessariamente le due cose coincidono. L’alcolismo è un disagio complesso caratterizzato da un bere compulsivo, cioè dalla perdita della libertà di non bere. E’ un malessere bio-psico-sociale che non coincide col “mal di fegato.” Anche in un alcolista, sia pure di rado, il fegato può essere poco compromesso.

Vorrei disintossicarmi in ospedale, così sarei lontano dalle tentazioni
Non sarebbe una soluzione perché l’astinenza dall’alcol è anche un comportamento, uno stile di vita, e non esiste farmaco capace, da solo, di determinarlo. Occorrono anche interventi psicologici individuali e/o di gruppo e, laddove occorra ,anche interventi sociali ed educativi. Tutto ciò non avviene in ospedale, ma in un servizio territoriale. La maggior parte dei pazienti che affronta il problema dell’alcol col solo ricovero ospedaliero di disintossicazione, riprende a bere dopo la dimissione.

L’alcolismo è ereditario?
Parecchi studi dimostrano che ci può essere una predisposizione ereditaria verso le dipendenze. Grande influenza tuttavia esercita l’ambiente. Per esempio, l’alcolismo di un genitore ha certamente un’influenza sull’atteggiamento dei figli rispetto all’alcol. Questa influenza può trovare terreno fertile se c’è anche predisposizione ereditaria

Visto che non mi sono mai ubriacato, ritengo di non avere problemi con l’alcol perché evidentemente lo reggo bene
I problemi alcol-correlati non coincidono necessariamente con lo stato di ubriachezza. L’ubriachezza è uno stadio dell’intossicazione alcolica acuta

Non capisco perché non devo guidare solo per aver bevuto 1-2 bicchieri di vino.
Perché l’interferenza dell’alcol sui riflessi nervosi è dimostrabile già a basse dosi. Ad esempio, nel caso della guida, già a bassi tassi di alcolemia, si ha un allungamento dei tempi di reazione agli stimoli esterni (visivi, uditivi).

 

 

Ulteriori risorse: