L’alcolismo come effetto di un "malessere sociale" non é prerogativa delle classi meno abbienti o meno acculturate o di particolari ambienti trasgressivi, come spesso anche i media comunicano.
Il bere troppo e male, in situazioni di stress o conviviali; di aggregazione o di profonda solitudine é un’abitudine diffusa in tutti i livelli sociali e si sta allargando in modo allarmante tra i giovani che tendono ad associare le bevande alcoliche ad altre sostanze tossiche (cocaina, ecstasy).
In Italia si incomincia ad affrontare il problema della cura dell’alcolismo negli anni ‘70 e, nonostante le morti per patologie alcolcorrelate, dipendenza alcolica e incidenti legati all’abuso alcolico siano allarmanti (30.000 all’anno rispetto ai morti per overdose che non superano i 1.000) l’alcolismo é vissuto come un fenomeno di dimensioni ridotte e, aspetto ancora più preoccupante, legato alle classi sociali meno abbienti.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la regola è:
Alcol ? Meno è meglio
L'alcol è una sostanza tossica potenzialmente cancerogena , capace di indurre dipendenza, che pur apportando circa 7 Kcalorie per grammo non è nutriente e il suo consumo non è utile all'otrganismo.
L'alcol è fonte di danno alle celllule di molti organi tra cui i più vulnerabili sono il fegato e il sistema nervoso centrale.
In Italia ci sono:
Nel 2006
L'alcol è stato la causa di