Piano di vigilanza e controllo 2009
Regole 2009, estensione quali-quantitativa della tipologia dei controlli ed ampliamento delle professionalità ASL coinvolte in azioni trasversali multidisciplinari
La DGR 8501/08 ed i provvedimenti attuativi della stessa hanno ampliato sia quantitativamente sia qualitativamente i controlli richiesti alle ASL. Si esige pertanto un adeguamento rapido delle strutture e delle professionalità cointeressate ai controlli e più in generale alla promozione dell’appropriatezza delle prestazioni di assistenza specialistica ed alle funzioni P.A.C. Per garantire i controlli richiesti si devono coinvolgere operatori sinora rimasti ai margini di tale attività:
- operatori dei Distretti (in primis per controlli sulle attività ambulatoriali, trasporto malati, ma anche a fianco dei Servizi PAC per i controlli sulle strutture di ricovero e cura del loro territorio). Tale coinvolgimento, oltre che ad aumentare il numero di operatori disponibili per le suddette attività, renderà gli operatori distrettuali individuati come collaboratori al PAC più profondi conoscitori delle strutture sanitarie del proprio ambito territoriale; il rapporto quotidiano con gli utenti e con i professionisti della sanità territoriale (MMG, ADI ecc.) permette loro inoltre di conoscere le criticità delle diverse strutture specialistiche e pertanto di fornire un contributo per controlli “mirati”;
- professionisti in materia giuridica ed amministrativa, medico-legale per quanto concerne l’applicazione della tutela dai rischi ex D. Lgs. 231/01, controlli sui contratti dei professionisti delle strutture di erogazione, istruttoria dei ricorsi contro le sanzioni amministrative, supporto ai provvedimenti (sospensione attività ecc.) delegati all’ASL dalla LR 38/08;
- medici legali, igienisti, medici del lavoro, ingegneri impiantisti e della sicurezza per le tematiche della sicurezza del paziente dai rischi biologici, tecnologici e da cure inappropriate, risk management.
Per un efficace avvio di tale nuova fase dei controlli occorre garantire da subito (e in tal senso si provvede) un programma di formazione/aggiornamento professionale adeguato e la creazione di un’abitudine al lavoro interdisciplinare ed alle azioni trasversali, senza le quali si rischiano duplicazioni di interventi, azioni parcellizzate, con scarsa efficacia e con disorientamento degli erogatori.
PIANO DI VIGILANZA E CONTROLLO SULLE STRUTTURE SANITARIE E SOCIO-SANITARIE 2009 - AGGIORNAMENTO 30 GIUGNO 2009